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  • Voglio richiedere il permesso di soggiorno. Dove e quando posso farlo?

    Il permesso di soggiorno devi richiederlo obbligatoriamente entro otto giorni lavorativi dal tuo ingresso in Italia, il ritardo può avvenire solo per cause di forza maggiore.

    La richiesta puoi presentarla presso gli Uffici Postali abilitati (dotati della dicitura Sportello Amico), dove puoi trovare un apposito kit.

    Puoi presentare richiesta presso gli uffici postali solo per i seguenti motivi:

    • attesa occupazione
    • attesa riacquisto cittadinanza
    • rinnovo asilo politico
    • conversione permesso
    • lavoro autonomo
    • lavoro subordinato
    • lavoro casi particolari
    • lavoro subordinato-stagionali;
    • missione
    • motivi religiosi
    • residenza elettiva
    • rinnovo status apolide
    • studio (permesso di lunga durata);
    • tirocinio formazione professionale;
    • carta blu UE.

    Puoi presentare richiesta in Questura (sede di Foggia: Via Antonio Gramsci, 1) per i seguenti motivi:

    • asilo politico
    • cure mediche
    • gara sportiva
    • giustizia
    • integrazione minore
    • invito
    • minore età
    • familiari (in caso di permesso rilasciato allo straniero non espellibile ex art. 19 T.U.)
    • umanitari
    • status apolidia
    • vacanze lavoro, e in ogni altro caso non esplicitamente menzionato.

    Puoi anche recarti presso un Comune o un Patronato, abilitato al servizio, per la compilazione elettronica della istanza; la copia cartacea del modulo dovrai consegnarla all’Ufficio postale.

    Qualora sei in possesso di nulla osta, e se vuoi richiedere il primo rilascio del permesso di soggiorno, per motivi di lavoro o di ricongiungimento familiare, devi recarti presso lo Sportello Unico Immigrazione (SUI) della Prefettura (sede di Foggia: Corso Garibaldi, 56).

  • Quali documenti devo presentare per ottenere il permesso di soggiorno?

    Per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno devi presentare:

    • il modulo di richiesta;
    • il passaporto, o altro documento di viaggio equivalente, in corso di validità con il relativo visto di ingresso, se richiesto;
    • una fotocopia del documento in possesso;
    • 4 foto formato tessera, identiche e recenti;
    • la documentazione necessaria al tipo di permesso di soggiorno richiesto.
  • Quali spese devo sostenere per ottenere il permesso si soggiorno?

    Le spese da sostenere sono le seguenti:

    • un contrassegno telematico di 16,00 euro da apporre sul modulo;
    • 30,00 euro da pagare allo Sportello Postale per la spedizione dell’assicurata;
    • 27,50 euro da versare per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico, tramite relativo bollettino prestampato (PSE), la cui ricevuta deve essere allegata alla domanda; (in caso di diniego l’importo di 27,50 è l’unico a cui hai diritto al rimborso, dietro presentazione di istanza al Ministero dell’economia e delle finanze);
    • versare, tramite bollettino disponibile presso gli uffici postali, un contributo compreso tra gli 80,00 e i 200,00 euro commisurato alla tipologia ed alla durata del permesso che richiedi.
  • Come si rinnova il permesso di soggiorno?

    Il rinnovo devi richiederlo almeno 60 giorni prima della scadenza. Tale termine è indicativo, e in caso di inosservanza non è prevista un’immediata sanzione. La richiesta puoi presentarla o in ufficio postale o alla questura, in base al motivo per cui richiedi il rinnovo. Se il permesso ti è scaduto da più di 60 giorni, e non hai richiesto il rinnovo, vieni considerato irregolare.

  • Quali diritti mi sono riconosciuti durante la fase di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno?

    Per tutto il periodo necessario all’Amministrazione per portare a termine le procedure, il tuo soggiorno nel territorio è legittimo e puoi svolgere attività lavorativa, a condizione che:

    • hai effettuato la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro all’atto della stipula del contratto di soggiorno, o, in caso di rinnovo, hai fatto la richiesta prima della scadenza del permesso o entro sessanta giorni dalla scadenza dello stesso;
    • al momento della consegna ti è stata rilasciata dal competente ufficio la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rilascio o rinnovo;
    • gli effetti dei diritti che ti vengono riconosciuti cessano solo in caso di mancato rilascio, rinnovo, revoca o annullamento del permesso stesso.

    Quindi, in questo periodo, puoi iscriverti, per esempio, al Servizio Sanitario Nazionale, rinnovare la Carta di identità scaduta, fare un cambio di residenza, godere delle prestazioni previdenziali, prendere la patente di guida, ecc.

  • Posso convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato?

    Sì, puoi convertire (sin dal primo ingresso in Italia in base alla circolare del 5 novembre 2013) il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in altro per lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, nell’ambito delle quote disponibili (per il 2014 il D.P.C.M. del 25 novembre 2013 ha fissato in 4.000 unità le quote destinate a tali conversioni).

    È necessario che, al momento in cui presenti la domanda, il permesso di soggiorno sia in corso di validità. Devi inviare allo Sportello unico per l’immigrazione (SUI) la richiesta di conversione del permesso da lavoro stagionale a lavoro subordinato esclusivamente per via telematica – collegandoti al sito nullaostalavoro.

  • Con il permesso di soggiorno quali diritti mi vengono riconosciuti?

    Con un permesso di soggiorno puoi:

    • iscriverti presso i Centri per l’Impiego (CPI) ed avere la tua scheda professionale;
    • iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale;
    • regolarizzare la tua posizione con l’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale);
    • regolarizzare la tua posizione con l’INAIL (Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro);
    • richiedere l’iscrizione anagrafica presso il Comune di residenza;
    • richiedere l’iscrizione alla scuola per i figli minori;
    • aderire e/o promuovere un’associazione;
    • iscriverti al sindacato.
  • Quali doveri ho come titolare di permesso di soggiorno?

    Hai l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno, insieme al passaporto o altro documento di identità, nei seguenti casi:

    • agli impiegati della pubblica amministrazione, se hai bisogno di licenze, autorizzazioni, iscrizioni, ecc.
    • a richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza, se non lo fai, vieni punito con l’arresto fino ad 1 anno e con l’ammenda fino ad euro 2.000. L’autorità di pubblica sicurezza, quando sussista un valido motivo, può richiederti anche informazioni e prove sul tuo reddito (da lavoro o da altra fonte legittima), sufficiente a sostenere te ed i tuoi familiari conviventi in Italia.

    Nel caso in cui variasse il tuo domicilio abituale, entro quindici giorni dalla variazione, hai l’obbligo di comunicarlo al questore competente per territorio. Tale comunicazione può essere assolta anche tramite dichiarazione di ospitalità e/o cessione di fabbricato nei casi e modi previsti dalla legge.

  • Non ho un permesso di soggiorno valido, mi sono riconosciuti dei diritti?

    Se non sei in regola, perché sprovvisto di permesso di soggiorno o perché ti è scaduto da oltre 60 giorni, ti sono assicurate, presso le strutture pubbliche ed accreditate, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti ed essenziali per malattia ed infortunio, e gli interventi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva.

    Questi ultimi includono:

    • gli interventi per la tutela sociale della gravidanza e della maternità;
    • le vaccinazioni;
    • gli interventi di profilassi internazionale;
    • la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive;
    • le attività finalizzate alla tutela della salute mentale.

    Al momento della richiesta di cure, o se ne fai esplicita richiesta, ti viene assegnato un codice di identificazione, chiamato STP (Straniero Temporaneamente Presente), valido per 6 mesi e rinnovabile. L’accesso alle strutture sanitarie non viene segnalato alle autorità di polizia, tranne nei casi in cui la denuncia sia obbligatoria per legge.

  • Se non ho danaro per pagare il ticket a quali prestazioni sanitarie ho diritto?

    Se non disponi di danaro sufficiente, puoi pagare solo una parte del ticket (quota di partecipazione). Se sei sprovvisto totalmente di danaro (situazione di indigenza) puoi essere esonerato dal pagamento della quota di partecipazione al ticket, sottoscrivendo la “dichiarazione di indigenza”, valida per 6 mesi. Se vivi in una condizione di irregolarità e indigenza, sei esonerato dal pagamento del ticket in questi casi:

    • prestazioni sanitarie di primo livello;
    • urgenze;
    • stato di gravidanza;
    • patologie esenti;
    • in ragione dell’età o di gravi stati invalidanti.
  • Sono residente in Italia e ho una patente di guida straniera, posso utilizzarla?

    Se sei in possesso di una patente di guida rilasciata da uno Stato dell'Unione Europea o dello Spazio economico europeo (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera) puoi guidare sul territorio italiano veicoli per i quali è valida la tua patente, senza obbligo di conversione dopo un anno dall'acquisizione della residenza in Italia. Tuttavia se la patente non ha limiti di validità devi richiedere la conversione dopo due anni dall'acquisizione della residenza in Italia. E' comunque consigliabile richiedere la conversione oppure il riconoscimento di validità (questo è utile per semplificare le procedure di rinnovo o per richiedere il duplicato della patente stessa).

    Se sei in possesso di una patente di guida non comunitaria puoi guidare veicoli cui la patente abilita fino ad un anno dall’acquisizione della residenza. Dopo un anno la patente deve essere convertita. Ciò è possibile solo per le patenti rilasciate in Paesi che hanno sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia.

    Si riporta l'elenco degli Stati per i quali è possibile ottenere la conversione delle patenti:

    • Albania (fino al 15 agosto 2014)
    • Algeria
    • Argentina
    • Ecuador (fino al 12 marzo 2017)
    • El Salvador (fino al 19 settembre 2014)
    • Filippine
    • Giappone
    • Israele (fino al 10 novembre 2018)
    • Libano
    • Macedonia
    • Marocco
    • Moldova
    • Principato di Monaco
    • Repubblica di Corea (Corea del Sud)
    • San Marino
    • Serbia (fino all'8 aprile 2018)
    • Sri Lanka (fino al 14 novembre 2016)
    • Taiwan
    • Tunisia
    • Turchia
    • Uruguay (fino al 12 dicembre 2014)

    Per i seguenti Paesi è permessa la conversione solo per alcune categorie di cittadini:

    • Canada (personale diplomatico e consolare);
    • Cile (personale diplomatico e loro familiari);
    • Stati Uniti (personale diplomatico e loro familiari);
    • Zambia (cittadini in missione governativa e loro familiari).
  • Se la patente di cui sono in possesso è convertibile, cosa devo fare?

    Devi recarti presso l’Ufficio Motorizzazione Civile (sede provinciale di Foggia: Viale Fortore, 3 – Foggia – tel. 0881 773846 ) e seguire la procedura che prevede:

    • di compilare il modello TT 2112;
    • attestare il versamento di € 9,00 sul cc 9001 e di € 32 sul cc 4028 (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione);
    • portare la patente posseduta e relativa fotocopia fronte-retro;
    • allegare alla domanda due foto, di cui una autenticata, e un certificato medico in bollo con fotografia (e relativa fotocopia) rilasciato da un medico abilitato.

    Se la patente è stata rilasciata da uno stato extracomunitario devi, inoltre, presentare un documento in bollo con la traduzione dei dati della patente estera. La conformità della traduzione al testo straniero deve essere certificata dalla rappresentanza in Italia dello Stato che ha rilasciato la patente. Questa certificazione deve essere convalidata dalla Prefettura.

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